Europei U20: gli azzurri avanzano

20 Luglio 2017

Primo titolo di Grosseto 2017 alla russa Smerdova. Finale per le giavellottiste Visca e Zabarino. Tortu guida il trio di sprinter promossi in semifinale, avanti anche la Dosso e i quattrocentisti Aceti, Biancardi, Gjetja e Borga. 

di Raul Leoni

L’argento iridato in carica Filippo Tortu si presenta a Grosseto sui 100 con un allungo in batteria, miglior tempo del turno (10.51/-0.6): nella mattinata inaugurale degli Europei U20 anche Nicholas Artuso (10.67/+0.2) e l’allievo Lorenzo Paissan (10.76/-0.5) si qualificano alle semifinali del pomeriggio, mentre Zaynab Dosso (11.89/+0.3) è l’unica a passare il taglio delle batterie nello sprint femminile. Nei 400 metri, il terzetto italiano con Vladimir Aceti (47.35), Lapo Bianciardi (47.79) e Klaudio Gjetja (47.91) conquista in blocco la promozione diretta in semifinale: impresa riuscita tra le ragazze alla sola Rebecca Borga, prima in batteria col secondo miglior tempo della carriera (53.53). In chiusura di mattinata entrambe le giavellottiste ottengono l’accesso alla finale: Carolina Visca fa il secondo miglior lancio (52.70) e Sara Zabarino viene ripescata con la decima misura (49.69). Assegnato il primo titolo europeo, quello dei 10000m di marcia, che va alla russa Yana Smerdova (47:19.69): la miglior italiana, Valeria Disabato, chiude al nono posto col PB a 49:26.81, poi dodicesima Annalisa Russo (50:39.96) e quindicesima Anthea Mirabello (51:12.89).

RISULTATI/Results - FOTO/Photos (di Giancarlo Colombo/FIDAL) - STREAMING

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IL RACCONTO della PRIMA GIORNATA (sessione mattutina)

Giavellotto F Q A/B – L’impegno in contemporanea nell’alto di eptahlon toglie alla svizzera Geraldine Ruckstuhl ogni velleità di difendere la sua leadership stagionale in questa prova: 53.00 non è una misura accessibile senza difficoltà in una mattinata dal vento variabile come questa e anche Sara Zabarino, prima azzurra in pedana, fatica a mantenere il suo carisma di competitor a prova di bomba. In ogni caso la piemontese fa 49.69, terza nel gruppo A, e poi attende il risultato del secondo (sarà decima nel totale).

Solo la ceca Nikola Tabackova – due volte di seguito quarta ai Mondiali, Cali 2015 e Bydgoszcz 2016 – fa la norma richiesta a 53.19: la primatista italiana Carolina Visca litiga un po’ con la rincorsa al primo lancio, ma fa un 52.12 che già la mette al riparo da sorprese, poi il 52.70 che le garantisce la seconda posizione nel turno, tecnicamente meglio sistemato. Inutile provare ancora, mentre la greca Afroditi Maniou fa il PB a 52.65 e la tedesca Lisa Weissbach ci va vicino (52.56). Domani pomeriggio (15.30) si lancia per le medaglie e il pronostico è dei più incerti.

400m M R1 – Altro asso da calare per le speranze italiane: Vladimir Aceti è stato a lungo capolista stagionale nel continente, ora è il numero due del ranking. ma fatica un po’ a controllare le posizioni in ottava corsia e deve rincorrere gli altri sul rettilineo per guadagnarsi una qualificazione peraltro scontata (47.35, dietro il tedesco Marvin Schlegel, finalista con la staffetta ai Mondiali di Bydgoszcz 2016). Passa anche il lombardo di origini albanesi Klaudio Gjetja (47.91), reduce dalla Coppa Jean Humbert di Nancy con la sua formazione scolastica. Promozione tris grazie al toscano Lapo Bianciardi, più fortunato riguardo al sorteggio della corsia, ma comunque bravo a raggiungere la semifinale di domani pomeriggio on un 47.79 che gli vale un agevole terzo posto. Impressiona il polacco Timoteusz Zimny, che migliora il PB di due centesimi (46.65) rispetto al crono vincente dei campionati nazionali. Il leader europeo Jonathan Sacoor corre nell’ultima batteria e non sembra affatto dannarsi l’anima: molto più di lui spinge il britannico Owen Richardson, progresso personale da 47.22 a 46.70. Se ne riparla venerdì sera alle 17.

400m F R1 – Si rivede la Rebecca Borga della passata stagione: finalmente la veneta di Quarto d’Altino ritrova fiducia e condizione, arrivando in carrozza nella semifinale di venerdì pomeriggio, 53.53 è il suo secondo miglior tempo di carriera, nella top-10 juniores anche a livello di performances all time. Battuta proprio sulle righe d’arrivo Andrea Miklos, la romena con presenza olimpica a Rio e bronzo mondiale indoor della staffetta.


Certo che Anastasiya Brizhina appare di un altro pianeta: 52.66 per l’ucraina, che segue la dinastia aperta da mamma Olga Vladykhina e papà Vikor (olimpionici dell’era sovietica) e dalla sorella Yelizaveta. Non passano le altre due azzurre: Ilaria Verderio non ci sta a far la parte della comprimaria con il suo palmarès e purtroppo arriva sulle ginocchia dopo una gara generosa (54.99, prima delle escluse), mentre Elisabetta Vandi fa il suo (quarta in 55.54). Obbligatorio ricaricare le pile in vista di una staffetta che potrebbe dare soddisfazione.

100m M R1 – Rotto il ghiaccio, si comincia a far conoscenza con i rivali di Filippo Tortu: il capitano azzurro è argento mondiale in carica e non è uno che possa giocare a nascondersi, soprattutto in assenza del numero due stagionale, l’inglese Rommel Glave. Stamattina non ci sono comunque le condizioni per correre davvero forte, né lui ne ha voglia e necessità al rientro dall’infortunio di Roma: allungo in 10.51 (-0.6) nella quarta e penultima batteria. A quel punto già di sa che gli altri due ragazzi italiani hanno raggiunto la semifinale di stasera (alle 18.10): con estrema tranquillità Nicholas Artuso (10.67/+0.2), con maggior impegno il campione allievi Lorenzo Paissan (10.76/-0.5). Alla resa dei conti Filippo è il più veloce del turno: contro un vento da -2.7, Oliver Bromby fa 10.70 dietro lo spagnolo Javier Troyano, l’altro accredito da 10.31, il finlandese Samuel Purola, è pure secondo nella sua batteria (10.58/-0.5). Carte che si rimescolano, servirà il turno intermedio per rimettere a posto le gerarchie nella corsa al podio.

100m F R1 – Gol!!! Compare la sigla Q accanto ad un’azzurra: “Za” Dosso, purtroppo non nella sua migliore stagione, agguanta comunque una corsia di semifinale con il terzo posto (11.89/+0.3) nell’ultima batteria, vinta dalla tedesca Montag (11.70, terzo tempo del turno dopo la britannica Okoli, 11.65, e l’irlandese di origini togolesi Gina Akpe-Moses, 11.69: la fresca iridata allieve Mizgin Ay fa 11.97). Il vento è un fattore, in questo primo turno della velocità: anche se il passaggio diretto delle prime quattro sembra una discreta garanzia di equità. In ogni caso l’anemometro penalizza quanto meno la ricerca del PB da parte delle due sedicenni azzurre, Rebecca Menchini (29^ in 12.22/-1.4) ed Eleonora Alberti(34^ in 12.28/-1.7). Poi ci sarà la staffetta per continuare il loro europeo. Ma intanto oggi pomeriggio alle 17.45 c’è la semifinale con un’italiana in corsa.

Lungo M Q A/B – Se si guarda alla qualificazione diretta – fissata a 7.60 – il compito del terzetto azzurro sembra proibitivo: ma in un contesto del genere bisogna giocare soprattutto sul ripescaggio. Quando i primi sei salti di Ferdinand Egbo, Davide Rossi e Denis Rigamonti sono nulli, ogni strategia risulta inutile: sparare tutto nel terzo e poi si vede. Stacchi buoni, misure insufficienti per centrare la finale: per la cronaca Rigamonti è 17° (7.24/+0.1), Ferdi Egbo 20° (7.07/-1.0), l’allievo Rossi 22° (7.02/+0.7). Nessun problema per la coppia greca che aspira alle medaglie, Miltiades Tentoglu fa subito 7.80, l’oro di Tbilisi Mantzourogiannis sbriga la pratica con 7.64 dopo un nullo. Per gli altri ripescaggio fino a 7.42, bisognava saltare.

Martello M Q A – I lanci sono forse il settore più sguarnito nella spedizione italiana, e i due martellisti si sono guadagnati il posto all’ultimo appello utile: Andrea Proietti e Giorgio Olivieri sono inseriti entrambi nel primo gruppo e probabilmente hanno già consumato le loro migliori energie nell’inseguire il minimo di partecipazione. Fatto sta che il reatino manda a referto un modesto 63.10, l’allievo marchigiano neppure un lancio valido. Già prima del secondo gruppo il destino degli azzurri appare segnato.

10.000m Marcia F Finale – Si parte con 22 ragazze al via e tanta curiosità per il nuovo corso della marcia turca. Non bisogna aspettare più di tanto perché la lotta per le medaglie si riduca ad un quartetto: dentro ci sono la plurimedagliata Meryem Bekmez e l’altra dominatrice degli ultimi Europei U18 di Tbilisi Ayse Tekdal, un po’ nascoste dalle più prestanti compagne di avventure, la tedesca Teresa Zurek e la ”neutrale” russa Yana Smerdova, oro in Coppa Europa. Prima del settimo chilometro il rosso per Tekdal – un po’ in difficoltà nel passaggio alla distanza della nuova categoria – lascia il gruppo di testa esattamente come l’avevamo visto sul podio di Podebrady in maggio. Non si va a ritmi da primato, questo è certo: un’occhiata al cronometro è quasi superflua, ma il primo oro per la storia di questi Europei va ad una “ANA”, Yana Smerdova (47:19.69), che stacca nel finale Teresa Zurek (47:33.20). il capitolo più emozionante è la lotta per il bronzo, risolta in volata: andatura nemmeno troppo scorretta, come si vede in situazioni del genere, e resta sul podio la turca Bekmez (48:33.88, dopo l’argento iridato di Nairobi). Beffata la scuola spagnola di Marina Pena, di più antico lignaggio (48:34.21). Il cronometro invece bisogna guardarlo quando arriva Valeria Disabato, tra le ultime aggregate alla squadra azzurra: la fiorentina entra in lista con 49:26.81, nona, abbattendo il PB su pista di oltre un minuto. Obiettivo che non riesce alle altre due più esperte: 12^ Annalisa Russo (50:39.96), 15^ Anthea Mirabello (51:12.89), visibilmente insoddisfatta in zona mista.

VIDEO | 100 METRI, INTERVISTA A FILIPPO TORTU DOPO LA VITTORIA IN BATTERIA 

 



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